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Il Primitivo: storia di radici

E' cosa usuale, passeggiando nell'agro di Acquaviva delle Fonti, notare dei piccoli arbusti di vite a forma di alberello, che tendono i propri rami verso il cielo tra muretti a secco e grandi estensioni di alberi di ulivo: è il Primitivo, re indiscusso della viticoltura pugliese, vitigno dalle origini misteriose che esprime il suo meglio proprio nei terroir situati tra Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti. In questa zona il Primitivo riesce a dispiegare tutta la sua personalità, ricca e allo stesso tempo armonica, strettamente legata al territorio, ma mitteleuropea nell'anima.
Una storia antica quella del Primitivo, che affonda le sue radici nel Mediterraneo e non solo: detto anche primativo o primaticcio a causa della maturazione precoce della sua uva (tra fine agosto e gli inizi di settembre), è di probabile derivazione illirica, dal popolo balcanico dedito alla coltivazione della vite, fu commercializzato in tutto il Mediterraneo già dai Fenici e trovò le sue condizioni ideali proprio nel sud Italia, a causa del nostro clima caldo e asciutto e ai terreni calcarei.
Da sempre base indiscussa della vinificazione pugliese, fu nel tardo '700 che un sacerdote gioiese, Don Filippo Indellicati, selezionò un vitigno a maturazione precoce chiamandolo proprio Primativo e riuscì ad avviare la prima monocultura di cui si ha storicamente notizia.
Già nel 1820 il Primitivo iniziò ad essere coltivato nella zona di Acquaviva delle Fonti, terroir particolarmente adatto al nostro vitigno, segnando una vera svolta nella produzione locale e rendendo la cittadina un punto di riferimento per le quotazioni del vino così prodotto. Dalla nostra cittadina la coltivazione si diffuse nei comuni vicini, fino alle province di Taranto, Brindisi e Lecce e in altre regioni meridionali. .
Pur legato così strettamente al territorio, ritroviamo con sorpresa il nostro vitigno molto lontano: il primitivo è infatti geneticamente identico allo zinfandel, rinomato e diffuso in California, dove giunse probabilmente intorno alla metà dell'Ottocento dalla lontana Ungheria o Croazia. Quale sia la realtà storica del lungo viaggio del primitivo tra rotte illiriche, fenicie e greche, Mediterraneo e Stati Uniti è ancora avvolto nel mistero: ma è certo che è proprio nel nostro territorio che il re dei vitigni pugliesi ha trovato migliore espressione acquisendo personalità e carattere.

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