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La Storia

Da sempre la Puglia intreccia la sua storia con quella della vite: crocevia di popoli provenienti da ogni dove, il nostro territorio esprime da millenni e in maniera istintiva la sua vocazione alla vitivinicoltura.
Fenici, greci, bizantini, romani, passando da Federico II di Svevia e Angioini e Aragonesi fino a giungere all'età moderna: popoli e culture diversi hanno lasciato la loro impronta nella viticoltura odierna  pugliese in un continuo richiamo tra storia e innovazione, tradizione e sperimentazione.

Al periodo neolitico risalgono le prime testimonianze di coltura della vite, mentre ai Fenici si deve l'introduzione di nuove varietà e  tecniche colturali.

Il potere inebriante del vino è considerato sacro dalle prime colonie greche e dai romani, che circondano la vite di un alone mistico e religioso: il grappolo sacro a  Dioniso per i greci e Bacco per i Romani  inizia  ad assurgere ad enorme importanza economica, come testimoniano le decorazioni con simbolo vitifero di anfore, vasi e monete.

I greci importano in Puglia, inoltre, la famosa coltura ad alberello, peculiare delle nostre zone.

L'occupazione romana trova nelle terre pugliesi un luogo ideale per la fioritura della viticoltura: Plinio il vecchio definisce "viticulosae" la nostra zona, Orazio parla di "feconda viticoltura". Vini di elevata alcolicità, caratteristica ideale per l'invecchiamento e la conservazione in anfora che sembrano preludere ai successivi sviluppi della viticoltura pugliese: il merum (vino in latino, da cui il nostro termine dialettale mjere) è ormai parte della vita sociale ed economica pugliese.

Anche in seguito alla caduta dell'Impero Romano, il grande Federico II di Svevia, il puer Apuliae, sovrano raffinato, cosmopolita e innamorato della nostra regione ben comprese l'importanza della viticoltura e amò portare sulla sua tavola vini di pregio. E' a partire dal periodo delle Crociate (1100-1300) che la vitivinicoltura pugliese conosce un nuovo periodo di vera floridezza, a causa della sua posizione strategica nei confronti del MedioOriente. Il vino pugliese, insieme all'olio, viene acquistato dai mercati di Venezia, Firenze, Roma e Francia.

Bisogna attendere tempi più recenti affinchè alla quantità la produzione pugliese affianchi una sempre crescente qualità delle sue produzioni vitivinicole: è grazie all'opera di professionisti del settore che i vini pugliesi hanno potuto esprimere al meglio le loro potenzialità, anche grazie alla rivalutazione di un vitigno autoctono: il Primitivo.

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